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lunedì 18 aprile 2016

Referendum trivellazioni: vince l'astensionismo le lobby ringraziano (e continuano a sfruttare alla faccia nostra)

“Strano paese il nostro. Colpisce i venditori di sigarette, ma premia i venditori di fumo”. Indro Montanelli

Vince l’astensionismo promulgato da renzi & Co. (tra cui anche napolitano), ma non è giusto attribuire il merito a chi non l’ha; questo risultato infatti non appartiene alla politica dell’astensionismo, e neppure al lavoro di disinformazione operato con certosina dovizia, mediante le tante bufale promulgate in trasmissioni-spazzatura che appestano le emittenti di regime. No. Il merito della rovina degli italiani va ascritto proprio agli stessi italiani: un “popolo” a maggioranza strafottente, prevalentemente di sudditi e lacchè.

Contro questo referendum si sono scagliati fin da subito un ex presidente della Repubblica e il Presidente del Consiglio, invitando gli italiani a non andare a votare, ciò secondo quanto statuito dalla Cassazione, sarebbe parificabile ad un’istigazione a disobbedire alle leggi. [link] 
Titolava il Fatto Quotidiano del 15 aprile: 
Referendum, “l’invito all’astensione è reato punito con pene fino a tre anni”. M5S e Rifondazione denunciano Renzi. 

L'articolo, a firma di Andrea Palladino, tra le altre cose rammentava ai pochi italiani che si informano correttamente che:
"... Paolo Ferrero segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, ripercorre la via di Capanna, presentando un esposto alla Procura di Roma contro Matteo Renzi, ipotizzando la violazione delle norme elettorali. La denuncia richiama le dichiarazioni del premier dello scorso 5 aprile: “Speriamo che questo referendum fallisca”; parole che sono state rafforzate anche nelle scorse ore, quando Renzi ha apertamente definito l’appuntamento elettorale “una bufala”. La questione – dal punto di vista strettamente giuridico – non è semplice, perché la stessa legge spiega che l’invito all’astensione deve avvenire abusando della propria funzione. Ed è questo il punto che ora i magistrati romani, destinatari della denuncia di Ferrero, dovranno valutare. Una seconda denuncia dovrebbe arrivare anche dal Movimento 5 Stelle (allargata a Napolitano), mentre lo stesso governatore della Puglia,Michele Emiliano, ha commentato: “Non era mai successo nella storia d’Italia che l’arbitro della partita, cioè il presidente del Consiglio, consigliasse di renderla nulla non giocandola, o giocandola in maniera sleale ...” [link] 

In un paese dove l'informazione di massa è strumentalizzata oltremodo, passando dalle passerelle dei Talk-Show, piuttosto che dai canali liberi dell'informazione (da noi ormai limitati a un paio di giornali e a qualche sprazzo su La7), anche la Tv di regime, pubblica o privata che sia contribuisce come sempre a disinformare facendo il più delle volte cassa di risonanza con questi lacchè dei poteri forti, che si arrogano il diritto di influenzare le nostre scelte quando il loro ruolo gli imporrebbe di stare zitti. Tornando alle falsità dell'informazione televisiva, sia questa pubblica ovvero privata non fa molta differenza, anche se nel caso della RAI - Renitenti All’Informazione - ci viene imposta una gabella per essere raggirati, mentre nel caso di Sky siamo noi - volontariamente - a pagare per essere presi in giro. La Tv italiana, che vive da sempre di finanziamenti privati oltre che pubblicità ingannevole e abbonamenti, si è messa di impegno ricordandoci qual è il proprio ruolo effettivo - vale a dire disinformarci. A tal proposito titolava il Fatto Quotidiano del 14 aprile: 
"Trivelle, la Rai oscura il referendum. Nei telegiornali spazi ridotti. Al Tg1 13 minuti in una settimana” [link]
Ma a rendere meglio le proporzioni con cui i potenti mezzi televisivi ci raggirano è stato il comico Crozza (ormai dovremmo essere abituati ad avere la vera informazione dai comici piuttosto che dai tanti giornalisti-lacchè); andato in onda La7, oltre a ricordare agli italiani la proverbiale "imparzialità" dell'attuale Presidente del Consiglio renzi, secondo il quale si tratterebbe di un "referendum-bufala", porta all'evidenza come l’informazione in questo paese si trovi ovunque tranne che sulla maggior parte della carta stampata e sulle emittenti Tv. Lo fa a modo suo citando la disinformazione operata da Sky e Agorà, trasmissione quest’ultima in onda su Raitre. [link]

Se fossimo in un altro Stato, uno qualunque ma con un popolo di veri cittadini tutto questo, a ben vedere, sarebbe stato soltanto il risibile tentativo da “furbetti del quartierino”, destinato a fallire miseramente; tutto si sarebbe risolto con una schiacciante affluenza alle urne, coronata magari da una sonora sinfonia di pernacchie all'indirizzo di chi avrebbe tentato di boicottare il sacrosanto diritto costituzionale di manifestare le proprie idee. In Italia però avere uno Stato composto da cittadini, un popolo sovrano degno di tale nome, più che un sogno appare ormai vera e propria chimera: da tempo infatti dobbiamo fare i conti con la realtà e con il "materiale umano" disponibile che proprio grazie alla superficialità intenzionalmente propinata in primis dalla televisione - che purtroppo guardiamo ancora assiduamente - ha trasformato in masse rincoglionite e acefale, la maggior parte (circa il 70%) della popolazione italica.
Quindi non c'è da meravigliarsi se, in un paese il cui popolo mai fu sovrano ma piuttosto suddito, le cose siano andate ben diversamente.

Ed ecco, in estrema sintesi, cosa ha deciso, non decidendo, il 70% degli italiani: 
RISULTATO 1 - Non avendo raggiunto il quorum restano prorogate le concessioni in atto, ciò significa che le compagnie petrolifere continueranno a non pagare le Royalty allo Stato perché avendo tempo illimitato a disposizione continueranno a estrarre, con calma, un quantitativo di idrocarburi inferiore a 50 mila tonnellate annue sopra le quali invece avrebbero dovuto pagare i diritti all'Italia. Il furto legalizzato continua.

RISULTATO 2 - Non avendo fretta di estrarre gli idrocarburi le Compagnie Petrolifere non devono preoccuparsi dello smantellamento delle trivelle e della bonifica dell’area che continuerà ad essere soggetta a inquinamenti da idrocarburi (a tal proposito è utile vedere un estratto dal documentario "Italian Offshore" vincitore del premio “Dig 2015” [link]

Votando SI avremmo vinto NOI CITTADINI, ma evidentemente non avendo, come al solito, intenzione di alzare la testa, abbiamo regalato per l'ennesima volta il nostro futuro a chi sa solo peggiorarci la vita.
Evidentemente reagire sarebbe costata troppa fatica, di domenica per giunta. E’ risaputo infatti che in questo giorno di estremo riposo, non si lavora e anche il voto, quindi, che è un dovere di cittadino viene inteso al pari di una faticaccia immane. 

Quindi non si dica mai e poi mai che il 70% non ha votato perché lo ha detto renzi o napolitano. NO! Occorre dare onore al merito, la scelta è stata sofferta ma autonoma. La maggioranza del popolo italico infatti sa quando è il momento di non agire, tale circostanza coincide con quei momenti cruciali in cui è possibile far sentire la propria voce operando una scelta decisiva che porti ad un cambiamento: in pratica assumersi le proprie responsabilità!
La qual cosa invero è piuttosto avulsa dalle consuetudini italiche, sempre protese a sposare le balle messe in giro dai migliori venditori di fumo disponibili sul mercato (partendo dai "padri" massoni del Risorgimento fino agli attuali lacchè istituzionali), quindi non è assolutamente possibile pretendere che tali incombenti scelte siano fatte da sudditi abituati a servire, ad abbaiare forte ma mai a mordere, a riempirsi la bocca di retorica e luoghi comuni ma mai di concretezza; eppoi diciamocelo chiaramente: la domenica è dedicata alla pasta al forno! Che vai a votare servo italico che poi ti si guasta anche l’appetito.

Perciò non tiriamo in ballo politica e informazione, seppure queste hanno fatto e continuano a fare come sempre la loro parte disinformando e influenzando oltremodo; rendiamo però il giusto merito che va al 70% degli italiani che, coerentemente con la tradizione di questo Paese di sudditi e servi, ha scelto ancora una volta di dare un calcio al proprio futuro. Grazie popolo!
Non avendo raggiunto il quorum, infatti hanno vinto le Lobby che continueranno ad arricchirsi - ancora una volta e sempre grazie a noi - sulle nostre spalle, lasciandoci un futuro maggiormente inquinato.

A questo punto è quindi è chiaro quale futuro abbiamo scelto per i nostri figli.

martedì 14 ottobre 2014

Meglio perire che tradire (i propri ideali)

Signori cittadini, prima di candidarvi ad un Partito o Movimento pensate bene a ciò che le vostre azioni (od omissioni) comporteranno in quel Partito o Movimento ed alle ripercussioni - anche irreversibili - che le vostre scelte comporteranno a livello politico e sociale. 

Un simbolo sformato dal comportamento anomalo
di alcuni dei propri membri: non  tornerà
più ciò che era in principio
Bastasse una spilletta messa al bavero per incarnare gli ideali ed i principi di un Partito o Movimento, sarebbe sufficiente indossarla per vedersi trasfigurare nella materializzazione di questo.
O magari fosse una pettorina che, vestita prima di occuparsi di politica, conferisse al candidato le doti necessarie per potersi distingue, attraverso gli ideali del proprio Partito o Movimento, evitando così di scadere nel ridicolo o, peggio ancora, cedere alla tentazione di servirsi (come tanti altri prima di lui) di un falso populismo per mascherare, malamente, una conveniente demagogia finalizzata al conseguimento dei propri, egoistici, interessi elettorali.
Esistesse, magari, una bandiera di un Partito o Movimento in grado di infondere coraggio ed onestà intellettuale a colui che davanti ad una folla popolana inneggiante a scellerati comportamenti, si ponesse con la forza della giustizia e della verità, scongiurando insani gesti impulsivi quanto empi.
Se ciò esistesse, magari i tanti sacrifici di quegli uomini e donne che quotidianamente nelle fiere aule parlamentari, lottando per restituire al nostro Paese quella dignità rubata e venduta da individui che, senza lode nè dignità, hanno usato la politica per i propri, biechi interessi...
Se tutto questo fosse realtà, allora, il sacrificio dei tanti non sarebbe messo in discussione dal discutibile comportamento di alcuni che, mascherandosi da fratelli accomunati dalla stessa fede e dagli identici ideali, ma invero a corto di coraggio e di idee, indossano bandiere, pettorine e spille di un Partito o Movimento, senza però avere la forza di portare sulle proprie spalle, il peso di tale responsabilità.
Che sia una spilla, una bandiera, una pettorina o altro ancora, non sarà MAI il simbolo a conferire speciali qualità oltre quelle intrinseche all'individuo. Casomai il fardello sarà maggiormente pesante, poichè un simbolo riassume in se le responsabilità di anni ed anni di lotte per l'affermazione degli ideali che questi simboli rappresentano.
Chi indossa un simbolo lo fa per affermare, a costo di qualsivoglia sacrificio, gli ideali che questo rappresenta e MAI lo farebbe attraverso vuote parole, promesse impossibili o, peggio ancora, ponendo in essere comportamenti asserviti ad altre logiche avulse o altri atteggiamenti stereotipati. Chi fa questo non merita di indossare il frutto delle lotte e dei sacrifici altrui, queste ultime fatte all'insegna della dignità più pura, degli ideali più alti e della giustizia più imparziale; di lotte combattute senza quartiere da coloro che tanto hanno dato per mantenere alto il candore di un'ideale.
Chi fa questo, chi usa un Partito o Movimento per i propri, bassi scopi personali, sfruttando nella menzogna più assoluta il nome di ciò che altri, a costo di grandi sacrifici, hanno costruito, abusando di un simbolo creato intorno a veri ideali di libertà, giustizia sociale, riscatto, dignità e altro ancora; costui commette un abominio ignominioso e lo fa con grave dolo poiché sa, nel profondo del proprio animo, di non essere in grado di assolvere alle enormi responsabilità che derivano da un impegno del genere. Questa gente sa anche che il proprio comportamento porterà un danno certo, non presunto, all'immagine di quel Movimento o Partito, sa che la propria inettitudine ne esporrà i fianchi agli assalti di quelle jene, quegli sciacalli sempre pronti a difendere il maltolto che hanno depredato a questo popolo talmente umiliato da non avere quasi più la forza di alzare il capo al cielo. 
"Chi ha paura muore ogni giorno, chi non l'ha una volta sola" così testimoniava con la propria vita Giovanni Falcone, un Uomo con la 'U' maiuscola, che non ebbe remore nè sussulti a mettersi contro un Sistema e che per questo pagò con la propria vita - ma una volta sola - per vivere in eterno negli ideali ai piedi dei quali pose la propria esistenza.
Ma a tutti questi uomini, questi individui che si fregiano attraverso vuote parole già rimasticate, che troppo sanno di quell'antico sapore politico, di quel 'déjà vu' di atavica memoria; questi individui, ansiosi di cavalcare l'onda del malcontento popolare, sempre più strumentalizzato all'insaputa di stolti popolani talmente inebetiti da anni di servilismo mediatico tanto da essere ormai incapaci di elaborare un pensiero senza riserve ne censure. Questi esseri, candidati politici, il cui unico interesse è correre ad occupare una poltrona e che per farlo sono pronti a giurare su tutto e di tutto, a calpestare i diritti del giusto in favore dell'iniquo se ciò è utile a far vincere la loro corsa sfrenata. Capaci di mentire, nascondere, tradire e strumentalizzare qualsiasi ideale o promessa fatta a chiunque pur di raggiungere lo Scanno. 
A tutti questi soggetti, Io, umile cittadino italiano dico: piuttosto che spillette, bandiere, grembiuli ed altro, dotatevi di uno specchio nel quale riflettervi mentre vi rivolgete ad una folla ansiosa, magari di sentire quelle parole tanto care ma false. Specchiatevi e cercate di riconoscere in voi, quello stesso sguardo di quando, tra la folla, vi trovavate voi stessi a invocare giustizia, verità e dignità per voi ed i vostri figli.